Milan, troppi sVARioni!

Milan, troppi sVARioni!

Troppi sVARioni in questo Campionato. Il rifiuto patologico verso la tecnologia evidenzia una mancanza di personalità delle classi arbitrale e dirigente, ipersensibili alla critica. La linea di confine tra scusa ed alibi, derivante dall’errato utilizzo della VAR, è inaccettabile e lascia spazio ad interpretazioni che obbligano il mondo del calcio ad una riflessione profonda.

Se fino all’avvento della VAR, l’errore umano era “digeribile”, oggi non è più tollerabile. I criteri devono essere finalmente oggettivi e non soggettivi. Le regole devono essere più snelle. In termini sostanziali, la VAR deve avere maggior spazio d’azione.

Non è più possibile tollerare, per  società che investono ingenti capitali, gestioni approssimative. Oggi, più che mai, bisogna fare una scelta: VAR sì o VAR no. Non può esistere un compromesso.

Questa introduzione, vuol far passare il messaggio che il continuo soffermarsi su episodi arbitrali non è certamente piacevole, ma fin tanto che i termini sono questi, la discussione diventa necessaria.

A farne le spese, in modo preponderante, è stato il Milan, vessato da decisioni arbitrali controverse: decisioni che vedono la classifica dei Rossoneri depauperata in termini di punteggio.

ATALANTA – MILAN – GOL DE 2-3 DELL’ATALANTA. Evidenti proteste dei giocatori del Milan sulla rete di Pasalic per evidente fallo di Zapata su Messias nei pressi dell’area di rigore rossonera. Il giorno successivo Gianluca Rocchi, intervistato dal “Corriere dello Sport”, ammette: “Da annullare il 2-3 dell’Atalanta contro il Milan. Il fallo su Messias? Ci sono casi oggettivi in cui il VAR deve intervenire”.

MILAN – HELLAS VERONA – RETE DELL VANTAGGIO VERONA. Al 24’ del primo tempo, Prontera, arbitro del match, fischia un calcio di rigore a favore degli ospiti per presunto fallo di Romagnoli su Kalinic. Solo nel secondo tempo, situazione inaccettabile, salta fuori il replay ottimale in cui è chiaro come il fallo sia netto, ma di Kalinic su Romagnoli.

ROMA – MILAN – ESPULSIONE THEO HERNANDEZ – A metà ripresa Theo Hernandez viene espulso per somma di ammonizioni (giuste), ma la seconda ammonizione non sarebbe mai dovuta esserci, in quanto l’arbitro avrebbe dovuto fermare l’azione in precedenza per un evidente fallo su Krunic. Da segnalare, inoltre, nel finale, il folle fallo di Veretout su Tonali. Un intervento pericoloso che avrebbe dovuto portare al cartellino rosso per il centrocampista della Roma, che, invece, se la cava con un’ammonizione.

MILAN – NAPOLI – Il gol del vantaggio partenopeo nasce da una svista dell’assistente, che assegna una rimessa laterale agli ospiti invece che ai Rossoneri. Ma il fattaccio arriva nel finale, quando il Milan si vede annullare il gol del pareggio di Kessie per fuorigioco geografico di Giroud.

MILAN – SPEZIA – GOL ANNULLATO A MESSIAS – Nei minuti di recupero, sul risultato di 1-1, Rebic riceve palla sulla trequarti, ma viene atterrato fallosamente da un difensore dello Spezia. La palla prosegue la sua corsa ed arriva a Messias che insacca, ma, poco prima del tiro, arriva il fischio di Serra che decreta il fallo su Rebic, annullando di fatto la regola del vantaggio.  

MILAN- UDINESE – GOL DEL PAREGGIO BIANCONERO- Al 66’ arriva il pareggio di Udogie che segna con un braccio, dopo un batti e ribatti in area rossonera. Dalle immagini VAR il tocco di mano risulta piuttosto evidente, ma nonostante ciò la rete viene convalidata.

COPPA ITALIA

MILAN- INTER – PARTITA DI ANDATA – Fallo di Skriniar che “abbraccia” Giroud all’interno dell’area di rigore. La VAR, nonostante l’episodio sia piuttosto evidente, non richiama l’arbitro. Il secondo errore è anche più grave, se consideriamo il risultato della partita di ritorno, con doppietta di Lautaro Martinez. Lautaro interviene in gamba tesa sul braccio di Maignan proteso in uscita bassa. A termini di regolamento ci sarebbe dovuta essere l’espulsione dell’attaccante neroazzurro. Neanche in questo caso la VAR richiama l’arbitro.

INTER – MILAN – SEMIFINALE DI RITORNO –  Ultimo torto subito dai Rossoneri in termini di tempo. Ci riferiamo al gol segnato da Bennacer ed annullato dall’arbitro Mariani, dopo consultazione VAR, per la posizione di Kalulu ritenuta di fuorigioco attivo. In realtà, come dimostrano le immagini, il calciatore rossonero non partecipa all’azione, anzi, è evidente il tentativo di allontanarsi dal pallone.

È oggettivo che, spesso, gli errori sono coincisi con bruttissime prestazioni da parte dei Rossoneri, ma da regolamento non vi è nessuna norma che decreti che giocare male comporti necessariamente una sconfitta. È altrettanto tangibile che lo scenario complessivo sarebbe completamente diverso: al Milan mancano 6 punti in classifica ed una Finale di Coppa Italia.

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Giuseppe Pintus