Ibrahimovic a Le Iene: “Lo scudetto si vince dove sto io”

Ibrahimovic a Le Iene: “Lo scudetto si vince dove sto io”

Zlatan Ibrahimovic, l’ultima domenica, ha compiuto 40 anni, ma la voglia di essere protagonista, da parte del fuoriclasse svedese, è sempre la stessa. Dal suo secondo approdo a Milanello a inizio 2020, il Milan ha praticamente cambiato marcia, acquisendo sempre più convinzione e consapevolezza nei propri mezzi e raggiungendo risultati importantissimi, come il ritorno in Champions League dopo ben sette anni di assenza a cui Zlatan ha contribuito con 15 gol in 19 presenze in Serie A. Contributo che in questa stagione, a causa dei soliti problemi fisici, è venuto per ora a mancare, anche se nella fin qui unica presenza stagionale in casa contro la Lazio Ibrahimovic ha messo subito la sua firma con il 2-0 che ha chiuso la partita. Ora però è arrivato il momento del rientro, che avverrà quasi sicuramente dopo la sosta per le nazionali in occasione della gara casalinga contro il Verona del 16 ottobre. Ibra è carico come sempre, e non ha mancato di dimostrarlo anche nell’intervista concessa a Le Iene che andrà in onda questa sera su Italia Uno.

Le parole di Ibrahimovic a Le Iene

Zlatan Ibrahimovic, che ha festeggiato l’altro ieri i suoi 40 anni, è stato raggiunto per l’occasione da Stefano Corti, uno degli inviati della trasmissione televisiva Le Iene, che tornerà questa sera su Italia Uno. La sicurezza e l’entusiasmo di Zlatan, come si può chiaramente vedere dalle sue parole, è sempre lo stesso: “Come sto a 40 anni? Mi sento giovane, un altro anno è passato e sto solo aspettando di tornare in campo“. Lo svedese ha poi parlato del suo recupero: “Ora sto molto meglio, si tratta di piccoli problemi che però si risolvono“. Zlatan infine, interrogato sull’andamento del campionato e sulle possibili favorite per la vittoria finale, ha risposto così: “Chi vince lo scudetto? In che squadra gioca Zlatan, il Milan? E allora il Milan“. Il problema al tendine d’Achille sembra ormai quasi superato, e Ibra è pronto a tornare.

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Francesco Basso