Elliott, poche spese ma con i Singer il Milan è tornato ai vertici

Elliott, poche spese ma con i Singer il Milan è tornato ai vertici

Il fondo Elliott, subentrato dopo il disastro della proprietà cinese rappresentata da Yonghong Li, ha riportato i rossoneri ai fasti di un tempo, in Italia. Questo, va evidenziato, senza mai eccedere negli investimenti per rafforzare la rosa della squadra, anzi. Quando la famiglia Singer, proprietaria del fondo, ha preso le redini del club, la premessa è stata che il principio in base a cui tutto doveva girare erano i bilanci, e così è stato.

Mosse societarie

Difatti, una delle prime mosse societarie del club è stata quella di chiamare Ivan Gazidis, ex amministratore delegato dell’Arsenal. Il dirigente sudafricano, infatti, era noto a tutto il mondo del calcio come uno dei massimi esponenti della politica societaria basata sulla sostenibilità finanziaria. Oltre a lui, è stato chiamato anche Frederic Massara, nelle vesti di direttore sportivo dei rossoneri. Ricky, durante la sua carriera, ha lavorato spesso con Walter Sabatini, grandissimo intenditore di calcio e uno dei massimi rappresentanti dello scouting italiano.

Questa mossa, inizialmente, è stata fatta proprio con l’intento di ricercare e acquistare potenziali talenti, farli crescere, e, successivemanete, rivenderli per risanare i disastrosi bilanci lasciati dalla proprietà di Yonghong Li. Successivamente, però, il club ha deciso di discostarsi da questa politica della compravendita di giocatori, influenzato, da una parte, da quella che era la storia del club, e, dall’altra, dai i mugugni dei tifosi. Questo, ovviamente, non ha implicato il non anteporre i bilanci al resto delle questioni, anzi, l’esatto opposto. Durante le varie sessioni di mercato, le spese della società rossonera non sono mai state particolarmente ingenti.

Paolo Maldini, ai microfoni delle varie emittenti, si è spesso soffermato sul fatto che la linea intrapresa dal club fosse una caratterizzata dalla sostenibilità. Questa filosofia, però, non ha mai escluso il fatto che la società volesse tornare a vincere. Viceversa, la squadra ha intrapreso un percorso sportivo che, da due anni a questa parte, la vede lottare per il titolo.

La ribalta sportiva

Passi da gigante, considerando che è dal 2011 che i rossoneri non vincono il campionato. Il merito di questa ascesa, negli ultimi tre anni, va dato soprattutto al lavoro magistrale dei dirigenti. Il trio formato da Massara, Maldini e Moncada ha lavorato sul mercato in maniera eccelsa, trascinati dalle idee. È grazie alle idee, infatti, che oggi il Milan ha una rosa che può competere per lo scudetto. Bisogna ringraziare Paolo Maldini che, nel 2019, ha avuto l’intuizione di andare ad ingaggiare Theo Hernandez, terzino che a Madrid ha vissuto diversi anni in panchina, escluso dalla squadra, e che a Milano è diventato uno dei migliori esterni in circolazione. Bisogna dare grandi meriti a Mocanda, che con la sua rete di scouting ha portato a Milano, a parametro zero, Pierre Kalulu. Tanti crediti vanno anche a Massara, che, grazie alla sua enorme conoscenza calcistica, ha portato a Milano giocatori come Fikayo Tomori e Mike Maignan, giocatori già conosciuto ma che per un motivo o per l’altro non avevano mai raggiunto il loro massimo potenziale. Ultima, ma non per importanza, va ringraziata anche la famiglia Singer. Questo perché, nonostante le prerogative finanziarie dettate all’inizio della loro gestione, il fondo Elliott non si è mai tirato indietro economicamente davanti a opportunità importantissime, come l’investimento per Tonali o il riscatto di Tomori.

Esperienza da ricordare

Il passaggio del Milan da Elliott a Investcorp è ormai prossimo alla conclusione, e di conseguenza il potenziale economico del club aumenterà. Questo, però, non deve far dimenticare la linea intrapresa da Elliott, che potrebbe rappresentare il futuro per un sistema calcio che ultimamente sta arrancando.

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Nicholas Lori