Prandelli: “Il Milan ha un’identità precisa ma noi ci siamo. Su Vlahovic…”

Prandelli: “Il Milan ha un’identità precisa ma noi ci siamo. Su Vlahovic…”

Cesare Prandelli ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match contro il Milan.

Ecco le parole del tecnico della Fiorentina:

Che squadra arriverà domani al Franchi?
“Il Milan è una squadra che ha consolidato in questi mesi un gioco e una identità ben precisa, ma noi ci siamo”.

Come ha preso le ultime dichiarazioni rilasciate da Vlahovic?
“Stiamo lavorando ancora per migliorare certi dettagli, il gruppo è unito e consapevole. Le parole di Dusan sono importanti, si rende conto che grazie alla squadra può riuscire ad avere meno responsabilità”.

C’è un sassolino che si vuol togliere dopo Benevento?
“No, ma non avevo mai provato la sensazione di coinvolgimento così importante nella mia carriera. Ero solo stanco nel post gara, perché sono emotivamente coinvolto. Ogni decisione è un peso, ma devo farlo diventare un peso positivo”.

L’eliminazione dall’Europa del Milan può condizionare la gara?
“Sicuramente saranno arrabbiati, ho grande rispetto per la squadra e per l’allenatore. Se loro sono delusi, noi siamo altrettanto arrabbiati per come si sta evolvendo questo campionato: mi auguro di poter rimanere in partita fino alla fine. Mi auguro di rimanere in gara fino alle fine”.

Che settimana è stata per Vlahovic? E quale può essere il suo futuro?
“Con Dusan si parla tutti i giorni, adesso è un momento molto delicato per lui. Si aspettano da lui qualsiasi giocata, deve continuare a giocare con semplicità. Ora devi spingerlo fuori dal campo, perché vorrebbe rimanerci per tante ore. Lo sto trovando sereno e motivato, penso sia una pressione che può riuscire a sopportare”.

Come sta fisicamente la squadra?
“Bene, abbiamo lavorato alzando l’intensità degli allenamenti e tutti hanno risposto bene. Ieri Biraghi ha recuperato, vediamo se ripete lo stesso tipo di allenamento e credo sia disponibile. Amrabat ha avuto un problema alla schiena, un po’ più delicato, e dopo l’allenamento di oggi, in gruppo, si deciderà”.

C’è il rischio di rilassarsi dopo una sfida come quella di Benevento?
“Sarebbe un peccato non ripetere la prestazione, da un punto di vista dell’intensità e dell’ordine. Non penso ci sia un abbassamento di tensione, domani ci sarà da soffrire ma bisogna farlo ordinati e non prendere contropiede senza equilibrio. Dobbiamo dare fastidio al Milan quando abbiamo la palla”.

Quanto è importante aver recuperato Bonaventura?
“Si sta allenando bene, mi auguro che possa ripetere le prestazioni delle ultime gare”.

Pensa che Pulgar possa crescere ancora?
“Il merito del recupero è solo suo, ha sofferto molto il post Covid. È un ragazzo molto sensibile e introverso: si è convinto che doveva cercare di fare di più, lo sta facendo bene, con personalità e determinazione”.

La squadra da dicembre a oggi ha fatto il salto mentale che chiedeva?
“Col Benevento siamo andati un po’ in difficoltà e ho preferito cambiare sistema di gioco mettendo un centrocampista in più e da lì abbiamo fatto molto meglio. Ci stiamo allenando per passare eventualmente a una difesa a quattro, quindi non ci sarà niente di nuovo se tra qualche partita lo faremo”.

Sono vere le voci sugli scontri avuti con qualche giocatore?
“No e nessun giocatore si deve permettere di contestare le scelte dell’allenatore. Chi gioca e chi no deve mantenere sempre entusiasmo perché abbiamo dimostrato di dare disponibilità anche agli altri. Non c’è stato, ripeto, alcun tipo di situazione così negativa”.

Cosa è successo ad Eysseric?
“Tante volte sono le motivazioni che hai dentro. Quando sono arrivato era ai margini ma si allenava bene e mi chiedevo come, con le sue qualità, non si fosse ancora messo in discussione. Lo ha fatto, non era facile dopo tanti mesi di panchina o tribuna. Abbiamo recuperato un giocatore importante”.

Kouame avrà qualche possibilità di giocare domani?
“Ha avuto un problema che sembrava piccolo, l’abbiamo risolto ma non è al cento per cento. Voglio capire anche la sua condizione oggi”.

Ibra a 40 anni è il giocatore più decisivo della Serie A?
“Sulle qualità tecniche parla la sua carriera. Penso sia un esempio unico dove un giocatore arriva con la mentalità di sovvertire una situazione: questo ha fatto e questo vuol dire essere leader. Anche se hai dei giocatori di grande qualità non è facile determinare in quel ruolo”.

Ora questa Fiorentina è un pochino più sua?
“Quando si parla di gioco si parla di filosofia, di un certo tipo di mentalità. Nel momento che subentri devi capire le caratteristiche dei giocatori e cercare di sfruttarle al massimo: sto cercando di farlo e in certi momenti la squadra gioca anche un buon calcio, adattato però ai giocatori che ho. Trainante è stato non soltanto motivare i giocatori ma anche metterli nel ruolo giusto per poter dare il massimo”.

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Luigi Mazziotti

Luigi Mazziotti

Sono Luigi Mazziotti e sono un laureato in Scienze della Comunicazione. Da sempre sono appassionato di calcio e di telecronache, tanto che fin da bambino, toglievo l'audio ai videogame per fare io la telecronaca. Da sempre ligio al lavoro sogno che la mia passione diventi il mio lavoro

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