Ibra, ospite esclusivo al festival di Sanremo: era proprio necessario?

Ibra, ospite esclusivo al festival di Sanremo: era proprio necessario?

La figura di Zlatan Ibrahimovic rischia di lasciare il segno non solo nel mondo del calcio in cui è maestro, ma anche in quello ludico-musicale. Certo si sa, Ibra è abituato a dare spettacolo, ma su un rettangolo di gioco, strabiliando il pubblico con una serie di giocate di alta scuola. Lo svedese si trova al centro di un caso che fa tutti un po’ riflettere: la partecipazione al festival di Sanremo per ben 5 serate, come ospite d’eccezione.

A invitarlo è stato il noto conduttore Amadeus, rinomato per la sua fede interista ma andiamo oltre. In un intervista Amadeus ha dichiarato: ” Ibra sarà presente tutte e cinque le serate e non salterà nessuna partita del Milan, nonostante io da interista ci abbia provato in tutti i modi ” ha scherzato il presentatore.

Un professionista profumatamente pagato come Ibra, può permettersi di partecipare a un evento musicale , consapevole che la sua squadra sta lottando per lo Scudetto?

Ma andiamo con ordine. Il Festival inizierà il 2 marzo per concludersi il 6. Se si esamina il calendario del Milan, le partite si dovrebbero disputare mercoledì 3 marzo a San Siro contro l’Udinese con orario da stabilire e domenica 7 contro il tosto Verona di Juric. Non dimentichiamo ovviamente gli allenamenti e le rifiniture pre-partita. In che modo Zlatan troverebbe il tempo per fare tutto? E soprattutto vista l’età dello svedese, reggerebbe tali ritmi giornalieri?

Il Milan ha fatto però spuntare un retroscena clamoroso. Sul sito della società si legge: ” Il Milan comunica che era già stato informato dal giocatore della partecipazione, come da accordo contestuale alla firma del nuovo contratto con il Milan e conferma che Ibrahimovic rispetterà tutti gli impegni previsti come ha sempre fatto dimostrando assoluta professionalità“.

Il dubbio però rimane. E se fosse tutta una montatura da parte di Amadeus per destabilizzare l’ambiente Milan e ottenere consensi mediatici? Staremo a vedere.

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Andrea Giacobbe

Andrea Giacobbe