Milan, dimenticare il Napoli per non rivedere i fantasmi del passato

Milan, dimenticare il Napoli per non rivedere i fantasmi del passato

Ieri sera, al “Meazza”, si è consumata la più classica “vendetta dell’ex”. Sì, perchè proprio l’ex giocatore/allenatore del Milan e milanista Gennaro Gattuso ha sconfitto il Diavolo e lo ha fatto definitivamente uscire dalla corsa scudetto.

Parliamoci chiaro, nessuno ad inizio stagione si sarebbe aspettato un Milan in lotta per il titolo fino ad aprile/maggio. Anzi, a dire la verità, quasi nessuno dava la squadra di Stefano Pioli tra le prime quattro. Questo certifica, ancora una volta, la stagione straordinaria fin qui disputata. Il Milan non conquistava almeno 56 punti dopo 27 giornate dalla stagione 2011/2012 (quella volta furono 57). Stiamo parlando del Milan di Nesta, Thiago Silva, Van Bommel, Ibrahimovic e Seedorf. Altri tempi qualcuno direbbe, eppure il Milan in questa stagione è ritornato sui livelli di quella squadra. Siamo certi che Pioli metterebbe ora la firma per ripetere il punteggio finale di quel Milan lì (80 punti), che significherebbero ritorno in Champions League.

Un traguardo che, dopo il match di ieri sera, pare meno scontato. Questo perchè la classifica si è prepotentemente accorciata e con 33 punti ancora disponibili tutto è possibile. La sensazione è che ci possa essere un arrivo in volata come due stagioni fa, quando sulla panchina del Milan c’era proprio Gattuso. In quell’occasione, il Milan chiuse quinto in classifica con un punto di ritardo su Atalanta e Inter, che si qualificarono a braccetto nella massima competizione europea. Il timore di parte della tifoseria rossonera, dopo la sconfitta di ieri sera, è che si possa ripetere una situazione analoga.

Al momento, però , ci sentiamo di escludere questa ipotesi per vari motivi. In primo luogo, quel Milan lì aveva un atteggiamento tattico e un approccio alle gare totalmente diverso da questo. Il risultato erano partite in cui la squadra era arroccata e partiva in contropiede affidandosi alle invenzioni di Suso e ai goal di Higuain prima e Piatek poi. Oggi invece la squadra ha un gioco corale e una voglia di fare la partita in qualsiasi situazione indipendentemente dalla forza dell’avversario, come si è chiaramente visto ad Old Trafford. Quel Milan lì, inoltre, non aveva Zlatan Ibrahimovic. Proprio il rientro imminente dello svedese potrà rivelarsi fondamentale nelle prossime partite per respingere gli assalti delle inseguitrici. Il calendario darà anche una mano ai rossoneri, che nelle prossime quattro partite affronteranno Fiorentina, Sampdoria, Parma e Genoa. Si sa che quando il gioco si fa duro, il fuoriclasse svedese risponde sempre presente e non è quindi utopia pensare ad un filotto con lui in campo nelle partite sopra citate. Ricordiamo anche che alcuni giocatori, presenti anche nel Milan di Gattuso, ora sono molto più maturi ed affidabili rispetto a due anni fa. Su tutti Kessiè, diventato il vero padrone della mediana rossonera, o Presidente come preferisce farsi chiamare il numero 79. Senza dimenticare Theo Hernandez, che è chiamato a trascinare la squadra nella volata Champions con le sue volate sulla corsia mancina.

Insomma, nonostante tutte le scaramanzie del caso, ci sentiamo di dire che il Milan ha saldamente in mano la qualificazione alla prossima Champions League. Se i rossoneri giocheranno come ci hanno abituato in questa stagione, sarà veramente difficile vederli fuori dalle prime quattro, alla luce anche del progressivo recupero dagli infortuni di giocatori chiave, che potranno sicuramente fare la differenza in quest’ultimo scorcio di stagione. Per questo, come direbbe un altro grande della storia rossonera come Silvio Berlusconi, la parola che deve albergare nelle menti dei giocatori rossoneri da qui a fine stagione è solo una: FIDUCIA. Perchè questo Milan è diverso da quello del recente passato e lo deve essere fino a fine stagione per tornare stabilemente lì dove la storia colloca questa gloriosa società.

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Fabrizio Febi

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