Calhanoglu, è ora di riprendersi il Milan

Calhanoglu, è ora di riprendersi il Milan

La sosta per le Nazionali ha restituito al Milan un Hakan Calhanoglu rigenerato rispetto alle ultime uscite. In tre match con la Turchia, il numero 10 ha collezionato 2 goal e 3 assist, contribuendo in maniera decisiva al momentaneo primo posto nel gruppo G delle qualificazioni ai Mondiali 2022.

Un rendimento diametralmente opposto rispetto agli ultimi due mesi con la maglia del Milan. Il turco, infatti, aveva contratto il Covid-19 prima della sfida contro il Cagliari ed era stato costretto a saltare ben quattro partite. Uno stop che non ci voleva, in un momento in cui Hakan stava trascinando la squadra. Era lui infatti il fulcro del gioco rossonero e, insieme ad Ibrahimovic, l’uomo più decisivo. Dimostrazione di tutto ciò sono gli 8 passaggi vincenti forniti ai compagni nell’arco del campionato, che lo pongono in cima alla classifica degli assist insieme al romanista Mkhitaryan e all’atalantino Duvan Zapata. Non è un caso se, con il calo del rendimento di Calhanoglu, il Milan abbia faticato. Pioli, dal suo arrivo in rossonero, lo ha rimesso nel suo ruolo naturale di trequartista e da quel momento Calha è ritornato quello del Bayer Leverkusen, che aveva convinto il Milan ad investire ben 23 milioni di euro per acquistarlo.

Alcune male lingue potrebbero affermare che dietro a questo calo ci possa essere anche la questione legata al rinnovo del contratto, in scadenza il prossimo 30 giugno. Dal canto suo, però, il giocatore ha sempre manifestato la sua voglia di rimanere al Milan e il fatto di sentirsi parte integrante del progetto rossonero. Le cause delle sue prestazioni insufficienti vanno ricercate più nel Covid-19, dato che il calciatore aveva accusato alcuni sintomi che gli hanno lasciato alcuni strascichi che, dopo le prestazioni in Nazionale, non dovrebbero più influenzare il fantasista. Per questo, già da domani contro la Sampdoria, dovremmo rivedere il vero Calhanoglu, capace di cambiare la partita con i suoi lampi di classe.

Pioli lo spera fortemente, anche perchè il connubio Sampdoria e 3 aprile non gli evoca dolci ricordi: il 3 aprile 2017, infatti, venne sconfitto dai blucerchiati al “Meazza” da allenatore dell’Inter. Da lì in poi iniziò il crollo verticale che compromise la stagione nerazzurra. Cosa che non deve fare assolutamente il Milan. La strada per la Champions è tracciata e il traguardo è a portata di mano, non sono ammessi incidenti di percorso di alcun tipo.

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Fabrizio Febi

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